Grandi capolavori cinematografici italiani hanno
raccontato fatti storici dell’Italia, ma non è per niente facile selezionare
150 anni di storia di un paese con i film. Da Visconti a Rossellini, da
Monicelli a Nanni Moretti, da De Sica a Martone. Tutti i grandi registi hanno
girato il loro paese, le loro genti, i 150 anni di storia comune. Bologna,
Milano, Firenze, Venezia e tante altre città approfittano  delle celebrazioni
per  proporre una retrospettiva di come il cinema ha spiegato l’evoluzione di
un paese.

Questo blog non avrebbe
abbastanza spazio per fare un riassunto sui film imprescindibili, sui registi
da non perdere, sui migliori attori. Per questo, vi raccontiamo la scelta che
ha fatto la Cineteca di Bologna per festeggiare i 150
anni.

Bologna, la
Cineteca propone l’imponente retrospettiva , “Da Garibaldi al Caimano.
Come il cinema ha raccontato l’Italia”, che attraverserà con oltre 80
film tutto il 2011.  Lungo gli undici mesi si vedranno film noti  (in copie
prevalentemente restaurate) e film sconosciuti (tra cui «Pattuglia
Sperduta
«).  Ogni mese verrà affrontato un capitolo preciso della storia
italiana:  la prima guerra mondiale a febbraio, il fascismo a marzo, la
seconda guerra ad aprile, la transizione a maggio – giugno, il boom a luglio e
a settembre, gli anni della protesta ad ottobre e, per finire, da Berlinguer
al Caimano a novembre e a dicembre. I titoli scelti spaziano tra i più
importanti film italiani: «Sciuscià» di Vittorio De Sica,
«Novecento» di Bernardo Bertolucci, «La grande guerra»
di Mario Monicelli, «I vitelloni» di Federico Fellini,
«Deserto Rosso» di Michelangelo Antonioni e naturalmente «Il
Caimano
» di Nanni Moretti. Si dimostrerà che il cinema italiano è più avanti del suo paese. Coglie da
sempre gli aspetti più profondi, le trasformazioni più importanti.Una
tradizione quella di leggere, di anticipare i tempi che continua ancora oggi,
come testimonia la scelta di inserire all’interno del programma una vasta
selezione di film dell’ultimo decennio, a partire da «Il Divo» di
Paolo Sorrentino, fino a «Gomorra» di Matteo Garrone e
«L’anno che verrà» di Giorgio Diritti.

Alla cineteca bolognesa si potrà anche vedere il film storico Noi credevamo (Mario Martone 2010), il racconto
del periodo che va dal 1830 al 1860 circa, ripercorrendo la nascita della
nazione italiana e narrando le storie dei tre ragazzi. “Noi credevamo” è stato
ribattezzato il film sulla disunità d´Italia e ha suscitato discussioni e
polemiche.

Il Corriere della Sera ci lascia vedere
gratuitamente i dodici primi minuti
del film. Attraverso 204 minuti,  le
vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro
missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore
morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e
clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche. Sullo sfondo, la storia
più sconosciuta della nascita del paese, dei conflitti implacabili tra i
“padri della patria”, dell’insanabile frattura tra nord e sud, delle radici
contorte su cui sì è sviluppata l’Italia di oggi.