Giulia non esce la
sera
, di Giuseppe Piccioni è il film italiano che si potrà
vedere giovedì 19 alle 20.00 ore e sabato 21 alle 18.00 ore. È uno dei cinque
film che formano il ciclo Cinema Italiano del Secolo XXI Miradas
Perifericas
 che si svolge questo mese di giugno nella Filmoteca di Saragozza. I biglietti costano soltanto due euro
e sono una meravigliosa opportunità per sentire gli attori italiani in
versione originale e con i sottotitoli in spagnolo.
Giulia non esce la
sera
 è un film del 2009. Gli interpreti
principali sono Valerio
Mastandrea
e Valeria Golino, ai quali si aggiungono altri attori
importanti come Sonia Bergamasco e
Paolo Sassanelli.
La colonna sonora è stata composta dal gruppo musicale Baustelle.  Il film racconta la storia di
Guido, uno scrittore emergente che con il suo 
ultimo libro ha avuto un discreto successo di
vendite, ma che non riesce a trovare in se stesso nulla che lo identifichi col
suo lavoro. Non ha molta  fantasia,

non legge mai niente ed è soprattutto privo di quelle idee che dovrebbero dare
vita ad un romanzo degno di questo nome.

Nel tentativo di scrivere un nuovo libro si barcamena tra storielle di
scarso valore letterario che più volte ha la tentazione di cestinare. Guido è
sposato con Benedetta ed ha una figlia,
Costanza, che impara a nuotare frequentando un corso di
nuoto, mentre lui la osserva dagli spalti. L’insegnante di Costanza è Giulia,
una giovane donna dai modi sbrigativi e ruvidi, ma allo stesso tempo molto
bella. Costanza confida al padre di voler smettere di andare in piscina perché
non ama quello sport. Il padre acconsente che  lasci il nuoto, ma visto che le
lezioni sono pagate fino a fine anno, decide di frequentare lui stesso il
corso, infatti non sa nuotare. Conosce quindi Giulia che a poco a poco gli
insegna a stare a galla e poi a muovere le prime bracciate.

Guido
comincia a nutrire un certo sentimento verso Giulia e la invita ad uscire con
lui una sera. Ma Giulia «non esce la sera», come lei stessa asserisce. Giulia gli racconta di essere una carcerata
in regime di semilibertà che su permesso del Giudice può scontare gli ultimi
sette anni della sua condanna fuori dal carcere lavorando di giorno per la
comunità e facendo rientro in carcere la sera. Giulia è stata condannata per
omicidio. Guido scopre così il passato della
ragazza: Giulia si era sposata molti anni prima e dal matrimonio era nata una
figlia. In seguito però si era innamorata di un altro uomo e per lui aveva
lasciato tutto: casa, famiglia, lavoro. La storia però non durò a lungo e
l’uomo lasciò Giulia che per rabbia lo uccise.

Secondo la critica
italiana si tratta di un piccolo film che finalmente conferisce le lettere di
nobiltà a una certa idea di minimalismo italiano tipicamente anni 80 (a suo
modo un genere sui generis) diventato troppo presto maniera. Coadiuvato da un
essenziale Valerio Mastandrea e da un’umbratile Valeria Golino, Piccioni
realizza forse il suo film più compiuto. Un’opera viva e imperfetta che,
nonostante qualche peccato veniale, convince.